Quando il potere di farcela è rinchiuso in un conflitto
tra corpo e mente, che dilemma!
Si muore,
senza riuscire a non soffrire di sensazioni
che vorrebbero prendere vita autonoma,
come fuochi esplosivi invenduti,
come anima senza sostanza apparente.
Come deserto senza alcuna fonte sorgiva.
Tutto il resto fuori
è così distante…
Vive emanando una tale frenesia!
A questo punto
sarei come un potente virus
dove esisto contagio
Preferirei essere una lonza griffata o un dolce ghepardo…
Potrei cambiare punto di osservazione da finti preconcetti
e schermaglie esterne
alla mia identità in conflitto.
Teso verso il nulla spaventevole,
infinitamente ronzii di non ritorno
fragile soppresse da fantastiche visioni
e sogni quanto belli,
difficili, cruenti.
Davanti ad un muro di vetro
imprecando grida spietate
contro un mondo indifferente.
Gocce di memoria
stanno grondando
il nichilismo assoluto di gente comune.
Non resta che vivere
le scelte,
in modo distaccato,
da tanto chiasso sfrenato
e indissolubile silenzio dentro.
Sento battiti di intense percezioni,
ogni giorno il mio intrigo
si incrocia in uno sguardo diverso,
nel tuo mistero hai celato
i miei pensieri proibiti
dolcemente
tu ed io
due corpi intrecciati e due occhi in
sinfonia per riecheggiare il suono del mare.
L’amore nascosto sotto radici invisibili,
trasmutato in forte energia non più scarna né poco presente.